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Refugees Welcome Latina e la nuova cultura dell’accoglienza.

Rita e Barry: il valore aggiunto di una famiglia.

di Loreta Pasquarelli


Refugees Welcome Italia è una organizzazione indipendente che promuove l’inclusione sociale di rifugiati, rifugiate e giovani migranti arrivati in Italia (come minori non accompagnati), attraverso una serie di attività che prevedono il coinvolgimento diretto di cittadini e cittadine: accoglienza in famiglia, mentoring, coabitazioni solidali.

Cittadinanza attiva, nuove occasioni di partecipazione, costruzione di legami e di reti sociali sono i principi che ne ispirano l’operato, per sostenere questi esseri umani che cercano asilo in Italia nel loro percorso, spesso molto complesso, di integrazione ed autonomia.

Creando reali spazi di incontro e di condivisione tra comunità locali e rifugiati, rifugiate e migranti, è stato possibile abbattere barriere fisiche e culturali che a volte ci separano, promuovendo una società più inclusiva e solidale.


Accade anche a Latina questa rara possibilità di cambiare la narrazione del tema accoglienza. Nel novembre 2020, infatti, si costituisce il gruppo territoriale di Refugees Welcome, che intercetta nel territorio latinense titolari di protezione internazionale e famiglie desiderose di ospitare, orientare e aiutare persone migranti nei loro percorsi di integrazione e progettualità di vita.

All’interno del progetto FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) nasce anche l’esperienza della “famiglia tutor” ovvero la possibilità di supportare un richiedente asilo, non ancora titolare di protezione internazionale, in un obiettivo specifico quale può essere, ad esempio, lo studio.

E nasce sempre a Latina, in particolare a Maenza, “un contributo concreto ai grandi fenomeni davanti a cui si ha una sensazione di impotenza” - così Rita Coco esprime il motivo della sua scelta di intraprendere questa esperienza di condivisione.

Quella di Rita è da sempre stata una famiglia aperta, con viaggi nei confini a Nord e a Sud del mondo. E Barry, ventenne originario della Guinea Conakry, è divenuto parte di essa grazie al programma di ospitalità di Refugees Welcome Italia - Latina.

"Barry - ci spiega Rita - da minore non accompagnato ottiene lo status di rifugiato. Le 72 ore previste per lasciare il centro d’accoglienza dopo la decisione della commissione territoriale passano in fretta e lui si deve reinventare: lascia il corso da parrucchiere intrapreso precedentemente e cerca un lavoro per potersi permettere un affitto".


Nel frattempo, per Rita sono trascorsi tre anni dalla sua prima messa a disposizione per l’accoglienza. Un matching perfetto il loro: lei e la sua famiglia, Luigi e Michelangelo, Nonna Marina, Paolo con Rosita e i loro figli, hanno teso la mano per un percorso di integrazione nella comunità.

Oggi Barry, da migrante per necessità, con una propria fragilità e una non scelta, è parte di una famiglia. Lavora, continua i suoi studi, si è scritto a scuola guida e sogna ancora di diventare parrucchiere.

Una famiglia che sceglie di rompere le barriere del sistema accoglienza, costituendone una virtuosa. Senza contributi economici. Ma piuttosto con un arricchimento umano e culturale: ristabilendo la verità, contrastando la rete della paura, costituendo un mondo dignitoso per tutti.

Rita ricorda con affetto le parole di Barry, durante un evento di condivisione nella città di Latina. Alla domanda a lui posta: “Ti piace l’Italia?” - lui risponde - “Io voglio stare in una terra in cui posso vivere tranquillo”.


Rita condivide la sua esperienza di cittadina attiva. Ma anche come giurista. Dallo studio del fenomeno delle migrazioni nasce infatti un libro, scritto a quattro mani con Roberta Ferruti "Una storia scritta con i piedi ", un manuale di istruzioni su come capire il complesso mondo delle popolazioni in viaggio dalle origini ai giorni nostri.

Un chiaro esempio di buona accoglienza e buona informazione.

Un invito a restare umani in questo generale clima di disinteresse, ostilità e paura.




Rita Coco e Roberta Ferruti,

Una storia scritta con i piedi,

Recosol, 2020.

 

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